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Presentazione dell'Istituto

L'istituto A. GreppiPresentazione tratta dalle prime pagine del P.T.O.F.

1. Breve storia dell’IISS GREPPI tra passato e futuro
Il nostro Istituto A. Greppi nacque nel 1974 dall’iniziativa di 16 Comuni che si associarono nel Consorzio Brianteo con l’obiettivo di far nascere una scuola superiore sul territorio in grado di offrire formazione professionale e tecnica di qualità. Da allora prese vita con i primi 118 iscritti il cammino del nostro Istituto che, attraverso diverse fasi, è giunto ora a contare 1287 iscritti, di cui 49 di cittadinanza non italiana 4% e 85 studenti con problematiche BES, segno di un tempo entro cui la scuola è chiamata a formare i giovani in condizioni nuove. Dal 1974 ad oggi ci sono stati numerosi e importanti cambiamenti nell’ordinamento scolastico, espressione ed effetto almeno indiretto delle grandi trasformazioni epocali che nell’arco di questi quarant’anni sono avvenute a tutti i livelli (demografico, economico, sociale, culturale) dai quali una scuola non può prescindere e dai quali è profondamente influenzata. Anche il nostro contesto socio-economico-culturale ha registrato fattori nuovi:
  • la presenza numerosa di cittadini di cultura non italiana ai quali va data una particolare attenzione educativa e formativa con la convinzione che la scuola ha un compito importante nei processi di integrazione sociale e culturale;
  • La crescita di una sensibilità europea con una ricaduta positiva sulla domanda crescente di studi linguistici e di percorsi in lingua straniera anche per indirizzi non linguistici.

Ma anche:

  • la crisi di occupazione con un conseguente maggiore impoverimento delle risorse economiche delle famiglie e anche del Fondo di Istituto della scuola per i tagli governativi;
  • grandi modifiche nel mondo del lavoro che non tornerà ad essere come prima della crisi, ma che conosce oggi nuove dinamiche, tra le quali l’alta probabilità per chi lavora di dover conoscere le lingue straniere e di dover cercare lavoro in area europea e non solo;
  • l’emergere di sempre nuove situazioni d fragilità famigliare, affettiva, relazionale, intellettuale alle quali dover dedicare maggiore attenzione educativa ai fini di giungere al successo formativo.
  • Il presente Piano di sviluppo triennale ha i seguenti obiettivi:
  • raccogliere la migliore tradizione didattica ed educativa frutto dell’originaria sperimentazione,
  • custodire e rinnovare l’identità del Greppi a fronte delle esigenze formative delle nuove generazioni di giovani, delle nuove conoscenze in tutti gli ambiti e dei nuovi strumenti di comunicazione.

Questa opera di conservazione/sviluppo si avvale di alcuni strumenti nazionali di monitoraggio come il RAV da cui sono tratti gli elementi del Piano di Miglioramento.

2.La nostra identità culturale e metodologica come ispiratrice dell’offerta formativa presente e futura

A monte della programmazione di un’ azione didattica ed educativa o attraverso tale azione si intende elaborare ed esprimere un’idea di scuola come comunità professionale e di pratiche, aperta alla realtà circostante, riflessiva, inclusiva. La connotazione che si auspica è sperimentale e orientata alla ricerca/azione e all’ innovazione. Dentro questo sistema organizzativo interno la responsabilità è intesa come leadership diffusa attraverso funzioni di coordinamento e spazi di autonomia decisionale. Per il buon funzionamento è allora necessario perseguire:

  • la trasparenza, intesa come capacità di rendere chiara e comprensibile l’azione professionale di tutti gli operatori scolastici. L’intero sistema dovrebbe potersi descrivere tramite una rendicontazione sociale;
  • la coerenza tra esigenze dell’utenza, servizi offerti, valorizzazione delle risorse umane e disposizioni normative;
  • una funzionalità dei servizi amministrativi alle esigenze formative e didattiche;
  • valutazioni, autovalutazioni e miglioramento continuo delle performance didattiche, amministrative e gestionali, in una logica di servizio.

Questa idea di scuola ha preso forma già nella tradizione di questo istituto che fin dalla sua nascita ha puntato a una formazione da attuarsi attraverso la cura combinata di linguaggi culturali e pratiche educative centrate sugli studenti e volte a rendere l’intero sistema di azioni un” dispositivo formativo” frutto di competenze disciplinari, educative e capaci insieme di generare un ambiente “umanizzante” e perciò stesso formativo per tutti, soprattutto 6 per color che sono portatori di particolari bisogni educativi. Fin dalla formulazione dei primi piani dell’offerta formativa (dal 1999) la progettazione è andata strutturandosi in modo dunque non casuale secondo due “pilastri” strettamente correlati: quello didattico e quello educativo di cui sintetizziamo alcune caratteristiche fondamentali: - il pilastro didattico formativo è stato declinato negli anni attraverso la proposta di diversi saperi e curricola, da intendersi come strumenti/linguaggi adeguati per l’interpretazione della realtà odierna, complessa, multidimensionale e caratterizzata da diversi codici linguistici (matematico-informatico, poetico-artistico, letterario o storico…). I due tipi di offerta formativa - liceale e tecnica - offrono due vie diverse per comprendere la realtà: un approccio più teorico e un approccio più tecnico strumentale. Con lo svolgimento dei curricoli e con l’implementazione data dai tanti progetti disciplinari e multidisciplinari si intende allargare gli orizzonti culturali degli studenti e offrire loro un sapere che permetta un’acquisizione reale di competenze e un inserimento propositivo nella società; - il pilastro educativo viene declinato in una articolata - e sempre in aggiornamento - cura educativa, nella convinzione che il “sapere” diviene fruttuoso se si completa con il “saper fare” e il “saper essere”, cioè se consente agli studenti, adolescenti in formazione, di giungere ad essere adulti socialmente responsabili e capaci di decidere. I valori che cerchiamo di trasmettere e di promuovere con diverse attività sono:l’attenzione alla persona, la dimensione interculturale, la democrazia, la solidarietà, lo sviluppo di logiche di inclusione propositiva e non solo di tolleranza e lo sviluppo dell’autonomia. L’educazione mira globalmente a formare il cittadino in un orizzonte europeo. In questo senso sono ritenuti importanti, e dunque curati, i contatti con altre realtà europee, le procedure democratiche e la proposta d’impegno civile proprie dell’istituzione scuola (assemblee, comitato studentesco, partecipazione agli organi collegiali …). Particolare attenzione è data anche agli alunni che sono espressione di alcune diversità: culturali, linguistiche e attitudinali. Questa priorità educativa si realizza nell’offerta di una molteplicità di progetti a sostegno di diverse dimensioni educative Di pari passo con la cura dell’anima didattico educativa della scuola è stato via via definita anche la parte organizzativa e gestionale, fondata sull’idea di autonomia fin dal 1997 e dal DPR 275/99, ma di scarsa applicabilità per i tanti vincoli definiti da una gestione centralizzata del sistema scuola. La recente legge 107 offre maggiori strumenti per sviluppare l’autonomia organizzativa ai fini di una realizzazione dell’idea di scuola sopra espressa, mediante la quale rendere protagonisti di una responsabilità diffusa i diversi soggetti che gravitano attorno alla scuola (genitori, reti territoriali, studenti, docenti, personale non docente). Si veda in particolare legge 107 comma 3. 

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