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Aggiornato: 2 ore 50 min fa

Sirone: cade da cavallo, un 69enne finisce in ospedale

Dom, 23/09/2018 - 21:16
E' stato trasportato in codice giallo all'ospedale Manzoni di Lecco il 69enne vittima di una caduta da cavallo questo pomeriggio a Sirone. L'episodio è avvenuto poco dopo le ore 17 in Via dell'Industria dove, per cause ancora non chiare, l'uomo è finito a terra, con la richiesta di intervento sul posto dei sanitari. I volontari della Croce Verde gli hanno prestato tutte le cure del caso, per poi trasferirlo al pronto soccorso del nosocomio lecchese per ulteriori accertamenti. Nella caduta il 69enne avrebbe riportato un trauma al volto e all'arto superiore.

Missaglia: coinvolto in un incidente si allontana. Rintracciato dai CC

Dom, 23/09/2018 - 21:14
Rischia di rimediare una denuncia per essersi allontanato senza prestare soccorso, il conducente di una delle vetture rimaste coinvolte in un sinistro stradale verificatosi nella serata di sabato a Missaglia. I sanitari poco prima della mezzanotte sono stati infatti chiamati ad intervenire lungo la strada provinciale 54, all'altezza del ristorante Cafè Mania, per una vettura finita fuori strada. Due i feriti: un 44enne e il suo bambino di soli 5 anni che, affidati alle cure dei volontari della Croce Bianca di Besana sono poi stati accompagnati in pronto soccorso per essere sottoposti a ulteriori controlli. Nonostante lo spavento iniziale le loro condizioni non sono state giudicate gravi, tanto che ad entrambi è stato assegnato un codice verde. Intervenuti per i rilievi del caso, i carabinieri della stazione di Casatenovo hanno accertato che nel sinistro era rimasta coinvolta anche una seconda autovettura, che però non risultava più presente sul posto. Grazie ad alcune testimonianze è stato possibile risalire al numero di targa del mezzo e di conseguenza al conducente, un soggetto residente nella limitrofa provincia comasca che al termine degli accertamenti del caso sarà denunciato per omissione di soccorso. Il sinistro ha avuto conseguenze anche sulla viabilità: la provinciale è rimasta chiusa in direzione Merate per circa un'ora, con i veicoli in transito che sono stati deviati dai militari verso la strada per Bariano e poi in Via Mozart, per immettersi nuovamente sulla SP54.

Missaglia: Simonetta Cagliani ha presentato il suo primo libro

Dom, 23/09/2018 - 19:37
L'autrice Simonetta Cagliani nella serata di giovedì 20 settembre ha presentato, presso la sala civica Teodolinda di Missaglia, il coinvolgente libro "Il cavallo donato, la principessa in fuga e il suo tesoro".Simonetta CaglianiSi tratta di un volume fantasy, genere letterario prediletto dall'autrice poiché a suo parere possiede "un potere evocativo immediato". Simonetta Cagliani ha spiegato che non è stato necessario scegliere un tema di cui scrivere poichè è stato quest'ultimo a scegliere lei. Essendo cresciuta a "pane e fiabe" l'autrice ha spiegato di sentirsi vicina a questa tipologia di narrazione per il fatto che ad ognuno è data la possibilità di interpretarla a proprio piacimento grazie alle diverse chiavi di lettura.A sinistra l'assessore Donatella DiacciIn questo libro si possono riscontrare diversi temi significativi come l'amore, l'empatia, il corpo, il silenzio e molti altri, ma tutti propri dell'essere umano, e che portano conseguentemente ad un cambiamento inevitabile della persona, proprio come quello che Simonetta ha subito nel corso del libro, in cui possiamo scovare emozioni, sensazioni e sentimenti di una donna forte con un passato difficile alle spalle.Durante la serata - alla quale hanno presenziato anche l'assessore alla cultura Donatella Diacci e la responsabile della biblioteca comunale Angela Isella - autrice ha confessato che a scuola "l'italiano era la mia bestia nera" perché la scrittura non era mai stata il suo forte tanto che, come ha raccontato "ai miei figli non ho mai scritto biglietti di auguri a Natale". Soltanto ad un corso di scrittura emozionale è riuscita a riscoprire la passione per la scrittura e il suo fondamentale potere liberatorio. Il volume è stato scritto in seguito ad un episodio accaduto alla donna che l'ha particolarmente impressionata: il ritrovamento di una ciocca di capelli nel retro di una chiesa. La reazione di Simonetta, e dell'amica che si trovava con lei, è stata all'insegna dell'inquietudine poiché quella traccia è stata immediatamente associata ad un rituale di magia nera.Dopo questo fatto la donna ha iniziato a scrivere il suo libro, dividendolo in cinque capitoli; in ognuno di essi sono presenti i capelli trovati nella vita reale, ma suddivisi per colore, e corrispondenti ognuno ad un personaggio fantastico inserito nella vicenda. Da qui nascono cinque racconti ricchi di avventure e di paesaggi vari e affascinanti in cui ricorrono spesso simboli, i quali hanno la straordinaria capacità di evocare immagini e sensazioni nell'istante in cui vengono letti. Ora Simonetta è pronta per un nuovo libro ma questa volta, come ha anticipato, sarà un romanzo tutto rosa.

I Saltamartin nei 200 anni dal Viaggio in Brianza di Stendhal

Dom, 23/09/2018 - 19:35
Il celebre "Viaggio in Brianza" di Stendhal compie duecento anni: ricordato "a modo loro" da I Saltamartin. Esattamente duecento anni fa, sul finire dell'estate 1818 lo scrittore francese Henri Beyle - in arte Stendhal - compì il suo tanto breve quanto celebre "Vojage dans la Brianza", in compagnia dell'amico Giuseppe Vismara. Di questa gita da Milano alla campagna brianzola egli lasciò un breve diario (pubblicato pochi anni fa in una curata edizione da Brianze - www.brianze.it), cui Stendhal non attribuì però grande importanza e che infatti rimase abbandonato fra le sue carte. È questo suo diario la testimonianza di un uscita fuori porta svagata sino ai laghi briantei (quale tanti milanesi tuttora compiono), condotta peraltro da Stendhal e dall'amico Vismara con la mente più alle belle e giovani brianzole che al paesaggio. VIDEOEd I Saltamartin, gruppo musicale noto per la trasposizione in lingua lombarda di grandi capolavori del rock, ricordano "a modo loro" questa uscita in Brianza di Stendhal, riproponendo la celeberrima "Jumpin' Jack Flash" dei The Rolling Stones in salsa brianzola, facendola diventare una più nostrana "Lagh Senza Pess" [lago senza pesci], giusto per ricordare l'uscita a pesca in barca che Stendhal compì il 27 agosto 1818 durante quel viaggio, sul lago di Oggiono. Un lago ai tempi, evidentemente, assai più pescoso di oggi.I Saltamartin hanno realizzato un video musicale della loro "Lagh Senza Pess", il quale merita di essere visto anche solo perchè consente di ripercorrere (con base musicale rock) il Viaggio in Brianza di Stendhal attraverso le coeve e celebri stampe a colori dei coniugi Federico e Carolina Lose, realizzate da questi solo pochi anni più tardi e che diventarono un "must da appendersi al muro" in tutti i salotti buoni della nobiltà ed alta borghesia milanese (per tutto l'Ottocento, ma anche oltre). Immagini en plein air davvero magnifiche quelle dei Lose, che a guardarle oggi quasi paiono fotografie: una testimonianza visiva unica per ripercorrere almeno con gli occhi l'esperienza di viaggio di Stendhal e poter contemplare anche noi - da viaggiatori in carrozza di inizio XIX secolo - come si presentasse il territorio nord-milanese giust'appena 200 anni fa.E lasciamo infine ai brianzoli del XXI secolo, riassaporando quelle antiche stampe dei Lose, il gioco-sfida di riconoscere quei luoghi nelle immagini di allora, avendo negli occhi la "velenosa Brianza" di oggi.

Ello: il primo raduno di moto d'epoca con i gruppi sportivi

Dom, 23/09/2018 - 19:02
Successo per il primo raduno di moto d'epoca organizzato dall'A.S.D. Ellese in collaborazione con il gruppo alpini e il gruppo rugby di Oggiono con sede presso il centro sportivo del paese. Una cinquantina i motociclisti che hanno preso parte alla manifestazione andata in scena questa mattina.L'idea è nata da una passione per i motori fra i volontari dei sodalizi ed è stata realizzata grazie alla collaborazione fra le tre realtà organizzatrici che si sono adoperate per trovare una giusta location, per pubblicizzare l'evento e per allestire un aperitivo offerto a tutti i partecipanti. Intorno alle ore 10 le prime moto erano già parcheggiate all'interno dell'apposita area del centro sportivo comunale e con il trascorrere dei minuti sono sopraggiunti sempre più centauri; ognuno di loro ha esposto la propria moto con l'indicazione della marca e dell'anno ed alcuni anche lo stemma del proprio moto club."Questa prima edizione è stata pensata e voluta dal presidente - ha commentato la vicepresidente dell'A.S.D. Ellese, Francesca Riva - e da un consigliere. Se dovesse andar bene, sicuramente potremmo pensare di proporla anche il prossimo anno. Nel frattempo tengo a ringraziare in modo particolare le Antiche Moto di Castello Brianza che oggi hanno portato diversi modelli".Tra i motociclisti anche il collezionista Adriano Ligas, membro ufficiale del Vespa Club di Bulciago che possiede già 4 vespe di epoche diverse. "Sono appassionato fin da quando ero bambino, mi sono sempre piaciute e poi ho avuto la fortuna di conoscere il mio club in cui mi trovo benissimo. Per ora ne ho 4 poi vedremo, ognuna ha un costo intorno alle 5mila euro e la più datata che ho è del 1958" ha raccontato. Una volta al completo il gruppo ha sfilato per le vie del paese approfittando della giornata favorevole per percorrere un tragitto lungo le arterie principali. In molti ad ammirarli e ad apprezzare la bellezza delle motociclette che erano accompagnate anche da alcuni sidecar e da due macchine d'epoca.Terminato il corteo i partecipanti hanno fatto rientro al centro sportivo per gustare l'aperitivo in compagnia e per ricevere una medaglia come ringraziamento per la presenza.

Casatenovo: strade di serie A e serie B

Dom, 23/09/2018 - 18:07
Spett. Redazione Casateonlinela via don Rossi è in pieno centro, eppure è in uno stato pietoso. All'angolo con via Mameli uno spazio verde è lasciato in stato di abbandono, l'edera copre anche l'indicazione della via (a parte l'anno del 150° dell'unità d'italia) impraticabile ai disabili. I panettoni gialli sono stati raddrizzati dopo mesi e mesi che ostruivano il passaggio.Un tombino rotto e infine il parcheggio lo rendono impraticabile ai disabili, la vegetazione della ex Vister fuoriesce sul marciapiede, la segnaletica davanti alla chiesa rovina la vista dell'importante costruzione neoclassica.Infine il piccione........ forse problemi di competenza con le autorità sanitarie ne ritardano la rimozione?Non credo avremo il piacere di una risposta su questo giornale, quel che è certo che sembra che la ricognizione del territorio da parte di Amministratori e addetti alla pulizia sia carente.Ho più volte segnalato sia con mail che verbalmente queste criticità, ma le piccole cose sembra non suscitano l'entusiasmo dei nostri Amministratori.Saluti,

Bosisio: Croce Verde ha una nuova casa, pronta ad ospitare nuovi volontari. Taglio del nastro per la sede e un'ambulanza

Dom, 23/09/2018 - 17:00
Un sogno a lungo coltivato, agognato e finalmente realizzato. Croce Verde Bosisio, da oggi, domenica 23 settembre, ha ufficialmente una nuova casa per i circa 200 volontari attuali e per quelli che ci saranno in futuro, ai quali le porte della sede sono sempre aperte. Clicca sull'immagine per ingrandirlaLa giornata odierna è stata davvero ricca di momenti intensi per l’associazione che si occupa di pubblica assistenza: cominciata con la messa presso la chiesa parrocchiale di Sant’Anna, è proseguita con un corteo, accompagnato dal corpo musicale San Fermo di Cesana Brianza e diretto verso la nuova sede di via Cercè. Da sinistra il sindaco Giuseppe Borgonovo, il presidente Filippo Buraschi, il segretario Giulio Corti e il comandante Umberto CrippaAll’evento hanno preso parte, oltre ai volontari, tutti i sindaci o i loro rappresentanti dei 17 comuni presso i quali il sodalizio presta servizio, l’onorevole Gian Mario Fragomeli e il consigliere regionale Raffaele Straniero, il maresciallo dei Carabinieri della stazione di Costa Mauro Ruggeri, una rappresentanza degli amici del soccorso di Calolziocorte e i cittadini vicini all’associazione. A fare gli onori di casa il presidente Filippo Buraschi, visibilmente emozionato per questo grande giorno che ha un grande significato non solo per i soccorritori ma per l’intera comunità. “Arrivare a nuova casa non è stato percorso facile: spesso si giunge a soluzione dopo averne cercate molte. Insieme all’amministrazione abbiamo scartato e analizzato una serie di proposte: è stato un percorso durato cinque anni, in cui si sono alternate euforie, delusioni e persino rabbia quando le occasioni ci sfuggivano ma oggi siamo qui. Le prime persone da ringraziare sono Giulio Corti e Umberto Crippa per la fatica che si sono sobbarcati, la passione, gli "scazzi" e le risate. Siamo diventati grandi assieme anche grazie a quest’associazione”.I ringraziamenti sono stati poi rivolti al consiglio precedente e a tutti coloro che questa casa la popolano ogni giorno e che hanno speso il loro tempo libero, in questi mesi, per dare sostanza al progetto. Un pensiero poi ai donatori che hanno contributo economicamente all’acquisto dell’immobile, un’operazione che è costata circa un milione di euro. “Un grazie anche ai sindaci dei 17 comuni che, oltre all’appoggio morale, hanno stretto con noi accordi di collaborazione per sostenere soprattutto gli oneri di investimento della sede. È un successo vedere tanti colori politici uniti per la piena visione del principio di sussidiarietà che incardina il rapporto tra noi e le comunità” ha proseguito Buraschi prima di lanciare l’appello. “Ora che abbiamo una nuova sede dobbiamo riempirla di facce e volti nuovi. La richiesta dei cittadini è in costante aumento e dal 16 ottobre partirà un nuovo corso di formazione per volontari. Ci vuole pizzico di coraggio per alleviare le sofferenze degli altri ma, come dice il nostro motto, la solidarietà cambia il mondo”.Il sindaco di Bosisio Giuseppe Borgonovo è stato chiamato ad intervenire anche a nome di tutti i colleghi. “Oggi è un giorno importante che non ci dimenticheremo perchè non ci limitiamo a scrivere la cronaca ma la storia di un’associazione che ha deciso di mettere su casa. Da oggi e per gli anni a venire non avrete più l’incertezza di avere un tetto sotto cui stare e questo vi consente di progettare il futuro per fare di più e meglio. Croce verde non appartiene solo ai cittadini di Bosisio, ma ai 17 comuni in cui opera. Questi paesi hanno sempre mostrato la loro vicinanza all’associazione indipendentemente dal colore politico: non hanno distribuito soldi perché proibito dalla legge, ma hanno stipulato convenzioni bilaterali per garantire i servizi sul territorio”. Il primo cittadino ha poi rivolto un pensiero anche al collega Mario Tentori, sindaco di Barzago, mancato lo scorso giugno. “Ringrazio tutti i volontari che ogni giorno si impegnano mentre la mente corre a quelli che non ci sono più. Pensando a loro non ho potuto fare a meno di ricordare i volti di coloro che sono partiti per primi”.Al termine dei discorsi, il suono della sirena, seguito alla benedizione del parroco don Giuseppe Farioli, ha sancito l’inaugurazione di una nuova ambulanza acquistata grazie al prezioso contributo di Enel Cuore Onlus che ha sostenuto il progetto di Croce Verde, rappresentata in quest’occasione da Giovanni Mura. Con questo nuovo veicolo, che servirà per i servizi di emergenza urgenza, l’associazione può contare su 13 mezzi di cui sette ambulanze. “Quando mi è stata presentata la nuova sede ho detto: “Speriamo che abbia sempre le porte aperte”. I volontari devono essere vicini a chi devono soccorrere” sono le parole con cui il sacerdote ha benedetto la nuova palazzina, poco distante dalla vecchia sede. Nel pomeriggio sono state aperte le porte alla cittadinanza con esercitazioni rivolte a tutti, tanti giochi a tema e la presentazione delle attività dell’associazione, accompagnati da musica e un aperitivo. Alle 18.30 verrà anche presentato il nuovo corso per volontari soccorritori curato dal gruppo formazione di Croce Verde che scatterà il prossimo 16 ottobre a Costa Masnaga.

Gandhi: due incontri per gli studenti su bullismo e diritto

Dom, 23/09/2018 - 15:21
L’Istituto “Gandhi” ha in programma per il mese di ottobre le seguenti iniziative:- il 5 ottobre, presso la sede distaccata dell’indirizzo IPIA, in via Garibaldi 4, si terrà l’incontro con Valentino Magliaro, membro della  fondazione Obama (La Fondazione Obama si impegna, attraverso meeting, training days ed eventi di beneficenza, a cercare i giovani leader di domani, capaci di portare sulle loro spalle la grande responsabilità che la parola “cambiamento” comporta) e Public Relations Manager del Gruppo Spaggiari Parma. Si occupa tra l'altro di bullismo e Cyberbullismo e con lui ci sarà Vincenzo Vetere, presidente di ABCS. L’incontro si terrà dalle 8 alle 10.- il 10 ottobre, presso la sede di via Foscolo 1, le classi IVA e IVB, con i loro docenti di Diritto, in orario ancora da stabilirsi, incontreranno Davide Rossi, giornalista che si occupa di bullismo, cyberbullismo e pericoli della rete. Davide Rossi è noto con il soprannome "Lercio", dal titolo del sito per cui fino a poco tempo fa scriveva. Lercio è un sito satirico italiano di false notizie di taglio umoristico, comico e grottesco che fanno il verso agli articoli tipici della stampa sensazionalistica.

Costa M.: il collezionista Besana mette in mostra oltre 750 autografi di volti noti

Dom, 23/09/2018 - 14:52
La sua passione lo rende ammirato e forse persino un pò invidiato. Pierangelo Besana di Costa Masnaga colleziona infatti autografi di personaggi illustri su scala internazionale ma anche noti volti a livello locale. Pierangelo Besana con un libro che ha voluto donare alla biblioteca e un altro autografato da Bruno ChersiclaAlcuni di questi cimeli, oltre 7500, sono attualmente in mostra presso la biblioteca comunale Confalonieri, dove resteranno fino a sabato 29 settembre, visitabili negli orari di apertura.Pierangelo ci accompagna e ci guida tra i quadri, dove ha raccolto insieme più ricordi in 50 anni, dal 1968 al 2018: non c’è un ordine temporale o una relazione legata al tipo di personaggio, ma gli autografi sono esposti in sequenza causale per non attribuire più importanza all’uno o all’altro volto noto. Perché è proprio questo lo spirito con cui il masnaghese ha svolto in tanti anni la sua passione: semplicemente collezionare, al di là del colore politico, del giudizio morale, della simpatia o antipatia. Pierangelo non raccoglie solo autografi, però, ma anche altri oggetti di vario tipo, tanto che il suo interesse si è dapprima orientato, quando era un giovane studente, ai francobolli, sui quali tra l’altro c’è un breve riferimento all’inizio della mostra al piano interrato, per ricordare da dove tutto è cominciato.“Non ho avuto maestri e ho cercato, nelle mie collezioni, di non assomigliare a nessuno” ha dichiarato mentre ci confessa, con gran rammarico, di aver regalato alcuni autografi, che sono in parte andati persi. Nemmeno con la sua dipartita in Germania, dove ha lavorato per quasi un ventennio, ha lasciato la passione che, anzi, ha proseguito con grande slancio, avendo avuto l’opportunità di incontrare tanti altri volti, come i politici dell’epoca. Come lui stesso ha ammesso, però, questo hobby ha quasi completamente assorbito ogni istante del tempo libero, che veniva così sottratto alla famiglia.Diversi i personaggi incontrati: si va dagli artisti come Bruno Chersicla, Andy Wharol o Jospeh Beuys, dai dittatori ai politici tedeschi e italiani, passando per i volti conosciuti della Scala di Milano e per le attrici dello star system di allora come Sofia Loren e Marilyn Monroe. Per ciascuno conserva un ricordo perchè non tutte le firme sono state ottenute allo stesso modo: “Talvolta capitava che scattavo delle foto a queste persone e poi le facevo autografare in altre occasioni oppure lasciavo biglietti che poi mi tornavano indietro”. Un impegno che richiedeva anche una certa tenacia e determinazione, mai mancate al masnaghese come emerge dall’aneddoto che racconta: “Ricordo ancora, nel 1985, di aver aspettato Jerry Lewis per tre ore davanti all’hotel dove alloggiava. Dopo tutto quel tempo, uscì un portavoce dicendo che non sarebbe uscito perchè ammalato. Ho lasciato il mio biglietto da visita e qualche dopo ho ricevuto la cartolina con il suo autografo”.La mostra, organizzata al piano inferiore e superiore della biblioteca, resterà aperta fino a sabato 29 settembre: “Ho esposto per i ragazzi, per fare conoscere loro questa realtà. A questo proposito, mi ha stupito molto la mia nipotina che, durante l’inaugurazione, forse per farmi piacere, mi ha chiesto un autografo”.

Sirone: Fausto Ligas al 5° posto in un concorso fotografico

Dom, 23/09/2018 - 13:27
La foto del sironese Fausto Ligas è arrivata al quinto posto tra le circa trentamila giunte al concorso fotografico nazionale ''Immagini e parole''. L'immagine, che volentieri pubblichiamo, è stata scattata a Saint Moriz nella corsa dei cavalli, sul lago gelato. ''Con questa foto ho vinto altri tre concorsi nazionali: a Pavia e a Roma sono arrivato primo, così come a Valsesia sempre nella categoria miglior foto sportiva'' ha detto Ligas.

Nibionno: a Cibrone serata 'pro Kenya' con poesie a tema

Dom, 23/09/2018 - 13:12
E' in programma per venerdì 28 settembre a partire dalle 20.30, presso il salone-teatro dell'Oratorio di Cibrone, una serata pro Kenya con Rosy Pozzi, con la lettura di poesie a tema. L'entrata è libera, ma con un contributo di 5 euro si può concorrere all'estrazione di un prestigioso dipinto e serigrafie a china della pittrice Carla Colombo.

Nibionno: Andrea Ripamonti presenta in biblioteca il suo libro ''Morte nel Dammuso''

Dom, 23/09/2018 - 11:50
E’ stato lo scrittore venticinquenne di Nibionno Andrea Ripamonti il protagonista della serata, organizzata nei giorni scorsi presso la biblioteca comunale “Nando Maggioni” del paese. Introdotto dalle parole della consigliera Martina Bissolo, l’autore del libro “Morte nel Dammuso” lo ha presentato e al termine ha risposto alle domande di CasateOnline.Stasera hai presentato il tuo libro di esordio "MORTE NEL DAMMUSO". Ce ne parli un po’?"Morte nel dammuso" è un giallo in chiave comica, ambientato nel secondo Dopoguerra, che parla di una contessa-poetessa di origine romena, Corina Montescu, che giunge in vacanza sull'isola di Pantelleria. Soggiorna presso un villaggio vacanze chiamato "Oasi dei profumi", dove si trovano dei dammusi (abitazioni in pietra lavica tipiche di Pantelleria) a disposizione dei turisti. Qui nel villaggio vacanze, la contessa si trova coinvolta nell'omicidio di una giovane turista inglese. Corina, curiosa per natura, vuole scoprire l'assassino e comincia a indagare, affiancando nelle indagini il maresciallo Lombardo, un carabiniere locale poco esperto in materia di omicidi (l'ultimo omicidio dell'isola risaliva infatti al XIX secolo). Sarà la collaborazione tra i due, inizialmente difficile a causa della generale diffidenza che il maresciallo nutre nei confronti degli stranieri, a gettare luce sull'assassinio e a riportare l'armonia nell'isola.Chi sono gli autori da cui hai tratto ispirazione?Fonti di ispirazione sono state sicuramente sia i gialli di Agatha Christie (una delle mie scrittrici preferite) che Jessica Fletcher, protagonista della serie tv "La Signora in Giallo". Come i libri della Christie, che sono sì polizieschi - ma non drammatici - anche il mio libro è comunque ricco di episodi comici che rendono la lettura più scorrevole e adatta a tutte le età: giovani e meno giovani.Da dove è nata la tua passione per la scrittura?La mia passione per la lettura è nata nell'infanzia grazie all'esempio dei miei genitori e di mia nonna che hanno sempre un libro in mano nel tempo libero e mi hanno sempre invitato a fare altrettanto. Tra i miei generi preferiti ci sono sia la letteratura russa, di cui sono appassionato anche per i miei studi, sia i gialli, per l'appunto.E la voglia, l'esigenza, di prendere carta e penna o tastiera e mouse per scrivere proprio questo libro?La voglia di scrivere un romanzo c'è sempre stata. Già a 13 anni avevo iniziato a comporre poesie e volevo cimentarmi nei racconti ma, ogni volta che aprivo Word, cominciavo qualche riga e poi abbandonavo i miei progetti, un po' scoraggiato e spaventato dall'idea di non farcela. Nel 2015 finalmente sono riuscito a scrivere la trama generale di "Morte nel dammuso" e armandomi di pazienza e coraggio sono riuscito, giorno dopo giorno, a scrivere il racconto intero, terminandolo nell'estate 2016.I tuoi viaggi all'estero ti hanno aiutato? Hanno stimolato la tua creatività?Sicuramente hanno influito nella stesura del mio giallo perché sono presenti personaggi provenienti da vari paesi stranieri. Ho anche inserito alcune battute in lingua straniera per meglio evidenziare la loro origine e perché ho pensato potesse essere interessante per il lettore scoprire parole nuove in altre lingue. Tutte le lingue presenti nel romanzo sono da me conosciute perché le ho studiate al liceo linguistico (inglese, tedesco, spagnolo), all'università (russo) o da autodidatta (portoghese brasiliano, romeno, bulgaro, svedese, francese). Ho infatti da sempre una grande passione per le lingue straniere.C'è qualche episodio della tua vita che hai riproposto nel libro?Scrivendo il libro mi sono accorto che è difficile per uno scrittore non mettere qualcosa che in qualche modo riguardi la sua vita nella storia che sta raccontando. Anche il mio libro presenta alcuni elementi che richiamano le mie passioni, i miei interessi oppure persone che conosco. Inventare personaggi di sana pianta non è cosa semplicissima e per questo, ai principali personaggi, mi sono divertito dando loro le caratteristiche e/o il carattere di persone che conosco nella vita quotidiana.Sei stato all’estero, in Bulgaria, per sei mesi con il progetto Erasmus. La ritieni un’esperienza importante per i tuoi coetanei?L'Erasmus è stata un'esperienza che mi ha cambiato molto, in positivo. Un'esperienza di studio all'estero ti dà infatti la possibilità di imparare a cavartela da solo, diventare più autonomo e prendere delle scelte in maniera responsabile. Per questo mi sento assolutamente di consigliarla a tutti i giovani universitari perché è un modo per aprire gli occhi, guardarsi attorno e rendersi conto che al mondo non ci siamo solo noi, ma un oceano infinito di persone con le loro storie da raccontare. Entrare in quell'oceano, conoscere e condividere con tutti coloro che incrociamo, può farci solo del bene e arricchirci dentro.A un tuo coetaneo che voglia intraprendere la tua stessa carriera, cosa consiglieresti? E’ difficile farsi pubblicare?Inizio con l’ultima domanda, il tasto più dolente: molte case editrici chiedono un contributo economico non indifferente, che per un giovane costituisce - spesso, se non sempre - un grosso ostacolo al sogno di pubblicare. Tuttavia, esistono qua e là anche case editrici completamente gratuite che, oltre a non chiedere contributi, mantengono un rapporto diretto e amichevole con l'autore per tutta la durata delle fasi di correzione del manoscritto e la successiva pubblicazione. Chi volesse pubblicare deve pertanto armarsi di pazienza e presentare il proprio manoscritto a case editrici simili. Nonostante queste difficoltà, a un mio coetaneo che volesse scrivere un libro direi di non avere paura, farsi coraggio e perseverare nel proprio sogno: non c'è storia che non può essere raccontata, se lo si vuole. Certo, l'idea di scrivere dall'inizio un intero libro potrebbe far paura (A me l'ha fatta!), ma se è quello che ci sentiamo davvero di voler fare, allora lo possiamo fare.Di seguito alcuni link dove poter acquistare il libro del giovane scrittore Andrea Ripamonti: https://www.amazon.it/Morte-nel-dammuso-Andrea-Ripamonti/dp/8867979779/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1537381289&sr=8-1&keywords=andrea+ripamontihttps://www.ibs.it/morte-nel-dammuso-ebook-andrea-ripamonti/e/9788867979806

Cremella: Campetto in festa insieme all'Atletica Cassago

Dom, 23/09/2018 - 11:21
Pomeriggio di sport e divertimento per i bambini e le bambine di Cremella che hanno partecipato all’edizione 2018 di “Campetto in festa”. Organizzata dall’assessorato ai servizi social del comunei, la manifestazione di sabato 22 ha visto la collaborazione di allenatori e atleti dell’Atletica Cassago, oltre che dei volontari della Pro Loco e dell’Associazione Liberi Sportivi. “E’ andato tutto bene: è stato proprio un bel pomeriggio” ha detto soddisfatta l’assessore Cristina Brusadelli che ha voluto ringraziare l’Atletica Cassago per la professionalità dimostrata e per la loro capacità di coinvolgere i più piccoli. “Siamo riusciti, i bambini soprattutto, a stare insieme, facendo sport e avvicinandosi a una disciplina non così conosciuta” è stato il suo commento al termine della merenda che ha chiuso le attività sportive pomeridiane svoltesi presso l’area attrezzata di Via dei Gelsi. “La giornata di oggi ha permesso anche di far scoprire ai più piccoli le strutture sportive (campo di calcio e di basket) che sono liberamente utilizzabili sul territorio del comune di Cremella” ha continuato l’assessore che ha voluto sottolineare l’importanza della cura e del rispetto dello spazio pubblico e del bene comune. Rispetto alle edizioni precedenti, quest’anno è toccato all’Atletica Cassago animare il pomeriggio dei più piccoli a Cremella. “Ci ha contattato l’assessorato ai servizi sociali, chiedendo la nostra disponibilità a portare le nostre attrezzature e a mostrare le attività che contraddistinguono la nostra disciplina e la nostra associazione” ha spiegato Antonio Ianni dell’Atletica Cassago. La decisione di partecipare alla manifestazione di Cremella ha assunto un rilievo particolare anche perché, come ha ricordato Ianni, “in paese risiedeva il nostro ex presidente Giovanni Proserpio. Partecipare al pomeriggio sportivo del “Campetto in festa” è stato anche un modo per onorarne la memoria”.Oltre a Cremella però, l’Atletica Cassago è da sempre aperta a far conoscere le proprie attività anche all’esterno: “è un modo per far emergere qualità nascoste dei ragazzi e, eventualmente, per avvicinare nuovi atleti e scoprire nuovi talenti”.  In passato l’Atletica Cassago ha collaborato con la scuola di Costa Masnaga mentre anche quest’anno ha aderito al progetto di doposcuola di Cassago Brianza, proposto ai più piccoli dall'amministrazione comunale in collaborazione con la scuola e le altre realtà educative del paese.

Galgiana: in oratorio più di 100 gli iscritti per il burraco

Dom, 23/09/2018 - 11:11
Sono stati 120 gli iscritti e i partecipanti che hanno preso parte nella prima serata di venerdì 21 settembre alla seconda edizione dell’attesissimo torneo di burraco organizzato presso il salone dell’oratorio San Luigi di Galgiana. L’evento, organizzato dai volontari dell’oratorio, rientra nel complesso delle iniziative pensate apposta in occasione della festa dell’oratorio che ha previsto una serie di momenti di ritrovo e svago per l’intera comunità che coinvolgono bambini, giovani, adulti e anziani. Giocatori di ogni età e di ogni livello hanno iniziato ad arrivare al luogo di ritrovo verso le ore 19.30, dove hanno trovato tavoli imbanditi con carte, fogli e penne e tutto l’occorrente per poter disputare le diverse partite. A fare da sfondo alla competizione sono stati i numerosi premi e riconoscimenti che hanno ricoperto panchine e sedie lungo tutto il perimetro della sala e che hanno compreso borse con contenuto a sorpresa, cesti di vivande e frutta, mazzi di fiori e borse di marca. Prima di dare il via ufficiale al torneo sono state date le indicazioni principali riguardanti la suddivisione in quattro turni, alternati ciascuno dalla possibilità di degustare un buffet con pietanze calde e fredde presso l’oratorio. Al termine della competizione è stata prevista anche una piccola estrazione a premi, con i biglietti che sono stati precedentemente distribuiti all’entrata, quando gli organizzatori hanno assegnato a ciascun partecipante il numero del proprio tavolo di gioco. La serata si è conclusa per tutti in modo divertente ed entusiasmante, soprattutto per i più appassionati ma anche per coloro che hanno partecipato per prendere parte a una serata all’insegna dello svago e dello spirito comunitario, occasione peraltro per molti di ritrovarsi con amici e parenti.

Il 24 al via un ciclo di incontri per genitori alla Nostra Famiglia

Dom, 23/09/2018 - 09:52
Lunedì 24 settembre alle ore 20.45, presso l’Associazione “La Nostra Famiglia”, Auditorium “Don Luigi Monza” Padiglione 6, con ingresso da Via Provinciale n.2 Rogeno, avrà luogo l'incontro: “Scuola e famiglia in rete: una nuova alleanza”. Ingresso libero. Interverrà: Giancarlo Sala (Vicepresidente di Diesse Lombardia e dirigente scolastico del Liceo Scientifico e Classico A. Banfi di Vimercate). Sala è coordinatore dal 2011 all’interno di Diesse Lombardia della task force sviluppatasi a sostegno delle proposte di Regione Lombardia “Generazione web 2.0” sull’innovazione metodologica didattica legata alla introduzione delle  nuove tecnologie nella scuola. L’incontro è il primo di una serie di sei serate, rivolte a genitori, docenti ed educatori in genere, proposte e pensate all’interno della rassegna “Per fare un bambino ci vuole un villaggio”, appuntamento ormai giunto alla sua quarta edizione. Tema della serata, la collaborazione tra famiglia e scuola di fronte alle sfide rappresentate dalle nuove tecnologie e dai social network alla luce delle parole pronunciate da Papa Francesco in occasione del Discorso ai partecipanti al Congresso "Child dignity in the digital world“ (Sala Clementina - Venerdì, 6 ottobre 2017), in cui il Santo Padre non esitava a sottolineare come, di fronte al “mondo digitale”, siamo sempre più divisi tra due atteggiamenti: “Da una parte siamo come ammirati e affascinati, per le potenzialità bellissime che ci apre, dall’altra suscita in noi timore e forse paura, quando vediamo la rapidità di questo sviluppo, i problemi nuovi e non previsti che ci pone, le conseguenze negative – quasi mai volute eppure reali – che porta con sé. Giustamente ci domandiamo se siamo capaci di guidare i processi che noi stessi abbiamo messo in moto, se non ci stanno sfuggendo di mano, se stiamo facendo abbastanza per tenerli sotto controllo.” I prossimi incontri, sempre alle ore 20:45 c/o l’Auditorium “Don Luigi Monza, svilupperanno le seguenti tematiche:- Lunedì 8 ottobre: “Disabilità e nuove tecnologie: dalla parte del bambino”. Relatore: Massimo  Molteni (Neuropsichiatra e    Direttore sanitario centrale Associazione “La Nostra Famiglia”).- Venerdì 19 ottobre 2018: “Generazione 2.0: rischi e opportunità!”. Relatrice: Mariangela Treglia (Psicoterapeuta Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale).- Lunedì 5 novembre 2018: “Non cadere nella Rete e nelle trappole dei “lupi digitali”. Relatore: don Fortunato Di Noto (Parroco e Presidente dell’Associazione Meter Onlus contro la pedofilia e a tutela dell’infanzia).- Martedì 20 novembre: “Rete: libertà e sviluppo del pensiero critico”. Relatore: Ezio Aceti (Psicologo dell’età evolutiva) - Referente scientifico del progetto formativo.- Lunedì 3 dicembre: “Buone prassi e pratiche: proposte per la scuola”. Relatori: Manuela Ponti (Psicologo) di AIDD Onlus (Associazione Italiana contro la Diffusione delle Dipendenze) e Alberto Valsecchi (Psicologo e Psicoterapeuta) dell’Associazione Parvus di Erba.Gli incontri sono stati organizzati da Generazione Famiglia Lecco, Associazione La Nostra Famiglia, CAV Lecco, DIESSE Lombardia, CIF Provinciale Lecco e sezioni di Galbiate e Valmadrera, Meter Onlus con il patrocinio di Provincia di Lecco, Comune di Bosisio Parini, Molteno e Rogeno. Referente scientifico del progetto formativo sarà, anche per questa edizione, il dott. Ezio Aceti. Ai docenti partecipanti, previa registrazione, verrà inviato Attestato di partecipazione al termine dell’intero ciclo di conferenze.

Nibionno: gli anni della guerra trascorsi in Africa da Piero Giudici ricordati dalla figlia

Dom, 23/09/2018 - 07:53
Piero Giudici“Pierino” era il nome che il nibionnese Piero Giudici aveva scritto sulle carte delle prigioni inglesi. Dietro le sbarre ci trascorse gli anni compresi tra il 1942 e i mesi dopo la fine della guerra. Arruolato nei Bersaglieri all’età di diciannove anni, fu spedito sul fronte africano per combattere contro le armate inglesi, decisamente più attrezzate e preparate. “Pochi anni prima era stato chiamato alle armi anche il fratello Felice che fu mandato in Grecia a combattere” ha ricordato la figlia Giulia Giudici che negli ultimi anni si è avvicinata all’associazione in memoria degli ex prigionieri italiani in Sudafrica “Zonderwater Block ex POW”. Fu proprio nel paese africano, ex colonia inglese, che il nibionnese venne trasportato e rinchiuso, insieme a altre migliaia di combattenti italiani, nel più grande campo di prigionia detto “Zonderwater” dopo la resa ai soldati inglesi il 25 novembre 1941. “I comandi della divisione Trento dovettero ragionevolmente rendersi conto che, per evitare un sanguinoso quanto inutile massacro, non restava che consegnarsi al nemico. Il 20 e il 21 novembre gli inglesi ci attaccarono e quattro giorni dopo fui fatto prigioniero” aveva raccontato Piero Giudici in un’intervista uscita sul notiziario comunale nel 2007. Intimamente “era contro la guerra” è il commento della figlia, spiegando come tra i motivi di questo istintivo sentimento pacifista si aggiungevano, all’incertezza sulla sorte del fratello Felice, anche i racconti del padre sulle tragedie a cui aveva assistito durante la prima guerra mondiale. Fu la sua istintiva avversione alla guerra a spiegare anche la sua opposizione al fascismo e la decisione di dare una mano agli inglesi nel campo “zonderwater”. “La vita nel campo di prigionia di Zonderwater scorreva lenta, ritmata dalla sveglia, il lavoro quotidiano, il rancio [ora decente ora a malapena commestibile, in un’alternanza continua e appositamente voluta, perché i soldati italiani non dimenticassero il loro stato di prigionieri], il riposo notturno. Ogni mercoledì alle ore nove venivamo fatti schierare in file di quattro per la conta generale” aveva descritto così, Piero Giudici, i giorni nel campo prima dell’otto settembre, data dell’armistizio tra Italia e Alleati. “Dopo quella data a noi che avevamo firmato di voler “cooperare per distruggere il comune nemico nazifascista” fu data la possibilità di metterci in lista per andare a lavorare fuori, nelle campagne del Transval, di proprietà di poche e agiate famiglie di ex coloni. Fu così che dal maggio 1944 ebbi l’occasione di conoscere un mondo assai diverso per lingua, tradizioni, cultura, religione” aveva detto. Le condizioni non erano certo delle migliori e spesso, ha ricordato la figlia Giulia, “preferiva tacere sulle tante cose negative che aveva visto coi suoi occhi nei suoi anni di prigionia”. A casa, “Pierino” ci tornò solo il 31 dicembre 1946 dopo essere stato imbarcato più di venti giorni prima nel porto di Durban su una nave diretta al porto di Napoli. Dal capoluogo campano ci impiegò tre giorni per arrivare a Milano da dove “salì sulla littorina diretta a Cassago” aveva ricordato.Da sinistra Carola, Giulia e Rita, figlie di Piero Giudici al raduno di ConcorezzoPresto avrebbe iniziato a lavorare nel settore tessile e dallo stato ottenne solo il riconoscimento dei contributi degli anni di guerra. Piero “Pierino” Giudici è morto nel 2009 e solo negli ultimi due anni le sue figlie hanno cominciato a avvicinarsi all’associazione in memoria degli ex prigionieri italiani in Sudafrica “Zonderwater Block ex POW”, che ha organizzato di recente un raduno per i familiari a Concorezzo. “Abbiamo scelto di farlo per tenere viva la memoria di mio padre e per non scordare la sua tragedia” ha dichiarato la figlia Giulia.

30 anni fa/42: P.zza Mazzini, PCI e PSI chiedono un restyling per renderla più viva. A Cremella 'braccio di ferro' sui visoni

Sab, 22/09/2018 - 18:40
Piazza Mazzini s'ha...da rifare. Nel settembre 1988 le minoranze consiliari PCI e PSI spingono per un nuovo progetto che rivoluzioni il centro di Casatenovo. Secondo le opposizioni bisognerebbe creare una sorta di isola pedonale tra Via Manzoni e Via Mameli in modo da alleggerire il traffico diretto verso la piccola piazza del paese. Piazza Mazzini a CasatenovoPer il comunista Antonio Colombo è necessario dare lustro alla zona, rendendola un luogo vivibile, un punto di riferimento e di aggregazione per tutti i casatesi e non solo. Anche per i socialisti una riorganizzazione degli spazi è necessaria, soprattutto dei posteggi. In aggiunta vanno creati posti a sedere e coperture protettive davanti ai negozi, migliorate le facciate degli edifici eIl sindaco Giovanni Maldiniadeguate le insegne. Insomma serve un vero e proprio restyling che renda più appetibile e piacevole la sosta in Piazza Mazzini. Le proposte delle minoranze non vengono però accolte di buon grado dal sindaco Giovanni Maldini, secondo il quale è pressochè impossibile migliorare la fruibilità di un'area a ridosso della Santa, dalla quale transitano 14mila veicoli ogni giorno.Il primo cittadino casatese in quei giorni è maggiormente concentrato su un altro tema, quello viabilistico e - incurante delle critiche degli ambientalisti e dei partiti all'opposizione - sposa la proposta della Pedemontana. Il 64% dei mezzi di passaggio dal centro di Casatenovo fa parte del cosiddetto traffico di attraversamento. Una soluzione per alleggerire le strade che tagliano in due il territorio casatese va trovata. E per Maldini quest'ultima non può essere una bretellina di collegamento tra la rotonda di Casirago a Monticello e le frazioni casatesi. Un'alternativa, quest'ultima, che a detta dell'amministratore democristiano incrementerebbe il carico di traffico in una zona già particolarmente sensibile, in quanto crocevia tra il casatese e il meratese. Se in quegli stessi giorni la parrocchia di San Carlo a Valaperta festeggia i 25 anni di fondazione, a Cassina de' Bracchi prosegue l'emergenza chiesa. Sul soffitto della struttura dedicata a Sant'Anna si è aperta una crepa che ha costretto il Comune a dichiarare lo stato di inagibilità dell'edificio religioso. Viene così installato un tendone nel terreno adiacente, affinchè possano essere celebrate comunque le funzioni liturgiche. Il parroco don Antonio Brambilla esprime però la sua preoccupazione: si va verso il periodo autunnale e il freddo non consentirà la permanenza nella struttura provvisoria. Tuttavia c'è grande speranza da parte del sacerdote: il consiglio pastorale si sta prodigando per trovare delle soluzioni che possano gestire l'emergenza, tenendo conto sia della sicurezza, sia dell'estetica. Intanto proseguono le polemiche sulla nuova caserma dei carabinieri di Via Bixio. L'Arma ha richiesto al Comune la realizzazione di un eliporto, una direzione di tiro e di acquistare un terreno adiacente da destinare alle esercitazioni dei cani del nucleo cinofili, attualmente ospitati nella vicina Villa Greppi. Don Antonio celebra la messa a Cassina de' BracchiIl sindaco Maldini ammette che si tratta di servizi che vanno al di fuori delle ordinarie competenze di una stazione, e che proprio per questo motivo quella di Casatenovo potrà fungere da riferimento per l'intero territorio. Il primo cittadino continua a sostenereL'allevamento di visoni a Cremellal'opportunità di mantenere anche l'attuale caserma di Via Matteotti a Missaglia, in maniera tale da garantire un doppio presidio di sicurezza al servizio del territorio casatese-meratese. La Benemerita però non sembra pensarla allo stesso modo.A Barzanò è tutto pronto per l'inaugurazione della nuova baita alpini in Via Marconi, mentre il sindaco Giuseppe Aldeghi lancia la proposta di creare un servizio di day-hospital a favore dei tanti anziani residenti in paese. Nella vicina Cremella invece, è ancora scontro tra il Comune e uno degli allevamenti di visoni con sede in paese a seguito delle lamentele dei residenti della zona per le molestie olfattive e il rumore. A questo proposito l'Ussl impone la riduzione dei capi presenti da 20mila a 12mila. Chiudiamo con Missaglia dove sono giorni delicati sul fronte della cronaca nera: un vivaio di fiori con sede in paese subisce un furto da 50 milioni di lire, mentre a Maresso va completamente a fuoco un allevamento bovino a causa di un fulmine abbattutosi sulla struttura durante un temporale, con danni ingentissimi e i vigili del fuoco costretti a lavorare per dodici ore ininterrotte.

Open day Silea: 300 visite agli impianti di Valmadrera e Annone

Sab, 22/09/2018 - 17:16
Sono stati 300 i cittadini che hanno quest'oggi colto l'opportunità offerta da SILEA SpA con l'OPEN DAY di conoscere da vicino come funziona il ciclo dei rifiuti e approfondire in presa diretta le tecnologie impiegate per la loro trasformazione, visitando gli impianti di termovalorizzazione di Valmadrera e di compostaggio di Annone Brianza, accompagnati da operatori dell'azienda."Siamo soddisfatti perché anche quest'anno vi è stata una buona affluenza per un'iniziativa alla quale abbiamo sempre creduto e che si inserisce all'interno di una intensa e continua attività di formazione e informazione ambientale, all'insegna della trasparenza. Un grazie particolare ai nostri dipendenti che, come di consueto, si sono resi disponibili per animare questa giornata" afferma il presidente di SILEA SpA, Mauro Colombo. Quest'anno, in particolare, molto numerose le famiglie con bambini, che hanno preso parte anche ai laboratori creativi con materiale di recupero organizzati presso la sede di Valmadrera. Nello specifico, 240 sono stati i visitatori a Valmadrera e 40 quelli ad Annone Brianza.

Dolzago: con gli Alpini una mostra ed altri eventi a un secolo dalla 1°Guerra Mondiale

Sab, 22/09/2018 - 17:00
Una serata per non dimenticare quale inutile strage è stata la Prima Guerra Mondiale: questo l'obiettivo del Gruppo Alpini di Dolzago, che l'altra sera ha invitato la popolazione a conoscere alcuni aspetti meno noti del conflitto che ha cambiato la storia d'Italia. Presenti in biblioteca il consigliere regionale Raffaele Straniero, il capogruppo degli Alpini di Dolzago Carluccio Rigamonti, il sindaco Paolo Lanfranchi, l'ingegner Valerio Ricciardelli, Giovanni Grosso dell'ANA di Lecco e Ivan piazza, curatore della mostra, che ha introdotto la conferenza con alcuni dati sull'Italia appena entrata in guerra: un paese povero, abitato da 5 milioni di persone, tra cui circa 698.000 uomini furono chiamati alle armi. "Il tasso di scolarizzazione era bassissimo: il 46% era analfabeta, con picchi di oltre il 90% al Meridione. Il Parlamento che mandò in guerra questa Italia era stato eletto dal 15% della popolazione, tra cui 878.000 persone emigrarono fra Ottocento e Novecento perché le condizioni di vita erano davvero tremende. Dominavano la scarsa igiene e la povertà, era diffusa la pellagra, che portava anche alla pazzia. I bambini avevano invece la scrofolosi, una forma di tubercolosi, e molti soffrivano di gastroenterite. Questa era l'Italia nel 1915".Da sinistra Mauro Fumagalli, l'ingegnere Valerio Ricciardelli, Giovanni Grosso, il sindaco Paolo Lanfranchi, il capogruppo degli Alpini di Dolzago Carluccio Rigamonti e Ivan PiazzaL'ingegner Valerio Ricciardelli ha poi illustrato le modalità con cui veniva ricordato il 4 novembre a Esino Lario, quando era ancora bambino e già nutriva una forte passione per la storia. "La ricorrenza si festeggiava in pompa magna, con musica e spari di mortaretti. Alcuni ex combattenti raccontavano le loro esperienze e io li ascoltavo con curiosità. Poi a 19 anni, nel 1973, mi chiesero di pronunciare il discorso in occasione della commemorazione e questo mi rese molto soddisfatto, perché già nel 1965, quando ero in quinta elementare, avevo una maestra molto brava che mi aveva fatto appassionare a questo tema. Tre anni fa mi parlarono dell'esigenza di celebrare in maniera più innovativa l'inizio della Prima Guerra Mondiale, essendo il centesimo anniversario, ma io risposi che le disgrazie non si celebrano, semmai si commemorano e si condannano. Il filo conduttore di questa vicenda infatti sono i morti, i feriti, le famiglie spezzate, quindi piuttosto è necessario creare una memoria generativa di coscienza nuova: il dolore derivato dal conflitto deve far riflettere su come possiamo evitare nuove stragi simili".Non tutto ci è stato raccontato bene fino a vent'anni fa secondo l'ingegnere: l'ottica con cui veniva ricordato il conflitto era sempre l'eroismo, la vittoria, mentre le vite umane distrutte non venivano citate più di tanto. Questo perché c'erano la censura militare e la propaganda, che esaltavano le imprese di eroismo. "Ma il vero eroismo è stato quello delle donne, che hanno tenuto in piedi la società, quello di chi ha prestato aiuto, di chi ha sostenuto psicologicamente i più giovani e fragili. È stata una guerra che ha mietuto tantissime vittime, ovvero i soldati, i loro familiari, ma anche voluta dai carnefici che hanno provocato questa tragedia, con un modello di guerra superato, antiquato, fatto di battaglie tropo prolungate (una ogni due mesi) e di armi create per distruggere vite. Fu la prima guerra a cui partecipò tutto il popolo e non solo i militari professionisti". Un personaggio che si distinse in questo panorama fu Papa Benedetto XV, uomo mite, saggio, competente, laureato in giurisprudenza, che aveva acquisito una grande esperienza diplomatica in Vaticano e a Bologna e dopo essere stato ordinato cardinale divenne papa, a ridosso dello scoppio della guerra."Egli fece in modo di bloccarla perché si era reso conto della strage che si stava consumando. Ma alla fine, oltre a un bilancio di vittime impressionante, la guerra portò anche un aumento del debito pubblico da 13 a 95 miliardi. L'esercito italiano si era rivelato del tutto impreparato, il papa aveva cercato di far capire che non bisognava concentrarsi sulle nazioni, quanto piuttosto sull'umanità. "Ma ormai siamo partiti come per una crociata" disse a ragione il pontefice. Infatti, anche i religiosi erano favorevoli alla guerra" ha continuato Ricciardelli. "I reduci non raccontavano molte cose, a parte quelli che non avevano avuto esperienze traumatiche. Ma molte persone che erano state costrette a uccidere provavano rimorso, 40.000 italiani erano in preda alla pazzia, i soldati feriti venivano picchiati con mazze apposite e tanti altri crimini vennero nascosti per parecchio tempo. Cento anni dopo la toponomastica mostra che ci sono ancora tantissime strade dedicate a Cadorna, a Trento e Trieste, alla battaglia sul Montegrappa, ma il generale che mandò a morire migliaia di italiani oggi sarebbe condannato probabilmente per crimini contro l'umanità. E allora non è più giusto chiedersi se le sue imprese non siano più tragiche che eroiche? Più colpevoli che coraggiose? In fondo, la storia gira su una ruota: la pace produce ricchezza, che genera ambizione. Essa provoca la guerra, che genera povertà. La povertà induce all'umiltà, che dona pace" ha concluso l'ingegnere.Giovanni Grosso ha poi ricordato il 95esimo anniversario della sezione ANA di Lecco, in occasione dela quale si è deciso di sistemare la piazza della città e realizzare un tabellone con la storia del reggimento. In particolare il relatore ha sottolineato gli episodi di sostegno umano che alcuni cappellani mostrarono, stando vicini ai soldati per assistere moribondi o feriti, oppure dando agli alpini del denaro per tornare dalle famiglie. "Tra i più terribili fatti riguardanti il battaglione di Morbegno vi furono le innumerevoli fucilazioni e la valanga che durante una corvée travolse 40 persone, di cui solo otto furono estratte dalla neve, grazie anche all'aiuto degli Alpini" ha ricordato. Il sindaco Paolo Lanfranchi ha in seguito ringraziato i collaboratori che hanno permesso di realizzare il progetto, voluto per cercare di non considerare più le guerre come un videogame, con il nemico che non si vede e che si cerca di distruggere. "Tutti gli anni organizziamo eventi per la giornata della memoria e serate come questa, con l'obiettivo di ricordare che la costituzione ripudia la guerra. Mi fa piacere la presenza numerosa a questa iniziativa, che vuole far riflettere sulla democrazia di cui godiamo ora. È importante fare una politica non di partiti, ma di parole, di confronti, anche aspri ma che portino le persone a riflettere".Mauro Fumagalli degli Alpini di Dolzago ha ricordato che nel 1919 nacque l'ANA e un anno dopo ci fu la prima adunata, in cima all'Ortigara. In quell'occasione venne eretta una colonna mozza in onore delle vite stroncate dalla guerra: proprio come allora, dobbiamo continuare a non dimenticare.Il capogruppo Rigamonti ha infine ringraziato tutti per la presenza, i relatori per i loro interventi e ha anticipato i progetti in corso con le scuole elementari: chi realizzerà il disegno più interessante sul tema della guerra verrà premiato sabato 29 nel parco degli alpini. Alle 21 della stessa sera invece, il coro Grigna proporrà in chiesa canti, letture e immagini sul conflitto. Il calendario di iniziative per non dimenticare è fitto e ha già destato l'interesse di molti partecipanti.

Viganò: donna truffata da finti tecnici idrici che fuggono con i gioielli in oro rubati

Sab, 22/09/2018 - 14:44
Immagine di repertorioUna nuova truffa ai danni di un'anziana è stata messa a segno l'altra mattina a Viganò. Anche questa volta ad entrare in azione sarebbero stati due finti tecnici della rete idrica che sono riusciti a farsi aprire la porta con l'inganno dalla padrona di casa, per poi dileguarsi con alcuni monili in oro racimolati durante l'incursione.L'episodio è avvenuto nella tarda mattinata di giovedì 20 settembre, quando gli ignoti balordi hanno suonato il campanello dell'abitazione dell'ignara vittima. Fingendosi tecnici dell'acquedotto, inviati dal Comune (pare che uno dei due addirittura indossasse una divisa da vigile) i due malviventi sono riusciti a convincere la donna a radunare i gioielli in oro, probabilmente adducendo la solita scusa della rete idrica contaminata, che avrebbe potuto danneggiarli, con una conseguente perdita di valore. La vittima si è purtroppo fatta convincere dalle parole della coppia di malintenzionati, seguendo tutte le indicazioni. Approfittando però di un attimo di distrazione della padrona di casa, i truffatori si sono impossessati del sacchetto contenente il bottino, dileguandosi in fretta e furia con i monili in oro, facendo perdere le proprie tracce.Una volta realizzato quanto le era accaduto, la vittima ha allertato i familiari e a quel punto è scattata la segnalazione al 112. Ai carabinieri è stata fornita una descrizione dei malviventi: entrambi italiani, uno di circa 40 anni, l'altro più giovane, dileguatisi a bordo di un'utilitaria di colore scuro. Si tratta dell'ennesimo episodio messo a segno nel territorio, segnato da queste frequenti truffe ai danni perlopiù di anziani, che vengono messe a segno con lo stesso modus operandi. L'appello delle forze del'ordine resta quello di prestare attenzione, segnalando tempestivamente persone, movimenti o autovetture sospette al numero unico di emergenza 112, richiedendone così l'immediato intervento in casi di necessità.

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